ALIA la conoscete? Sapete che si occupa di servizi ambientali, cioè quelli per cui paghiamo la TARI. Sapete anche che è l’azienda che svilupperà il progetto multiutility, finendo per gestire anche acqua e gas? Sapete che chi ci governa vuole quotarla in borsa?
Oggi ancora non abbiamo avuto modo di ottenere il piano industriale. Tutte le volte che chiediamo documenti, ci vengono negati. Perché ALIA (che aveva il Comune di Firenze come socio al 58% e che ad oggi continua ad avere solo soci pubblici) risponde sempre negando le nostre richieste di accesso agli atti.
A novembre volevamo conoscere stipendi e benefit della dirigenza. Di fronte all’ennesimo no, abbiamo deciso di ricorrere al TAR. Abbiamo scelto di farne una questione politica perché riteniamo inaccettabile che chi rappresenta cittadinanza (e utenza) non possa esercitare compiutamente la funzione di controllo, a difesa degli interessi pubblici.
Per poter sostenere le spese del ricorso abbiamo bisogno di voi e vi chiediamo di contribuire, anche con piccole cifre. Come consigliere comunale della lista Sinistra Progetto Comune, mi occuperò della raccolta fondi. Alle logiche del profitto sui nostri bisogni rispondiamo dal basso, con la solidarietà.
Sarà anche l’occasione per parlare di come la politica si rapporta con le bollette che paghiamo ogni mese. Il ricorso è stato presentato nella seconda metà di febbraio e confidiamo che la risposta arrivi entro la fine di aprile.
Le spese si aggirano intorno a 2.500 euro. Se vincendo recupereremo le spese: le doneremo a Medicina Democratica, per le campagne contro i morti sul lavoro.
Dal 10 al 16 luglio torna all’area feste presso i Giardini di Viale Tanini al Galluzzo la Festa di Liberazione dei Circoli di Firenze Sud, Galluzzo e Bagno a Ripoli.
Vi aspettiamo tutte le sere con un programma all’insegna dell’approfondimento e del confronto, in cui anche il divertimento trova spazio. Ci occuperemo di temi cruciali per la città di Firenze come la questione della guerra, legata a doppio filo ai destini della Caserma a Rovezzano, per cui si profila un destino di “comando NATO”, ma anche della questione abitativa e della casa, sempre più pressante per moltissime persone in città nonostante l’affossamento del referendum Salviamo Firenze sa parte della Giunta, passando per quello dell’energia rinnovabile, riflessione fondamentale per chiunque si ponga l’obiettivo del cambio di paradigma per salvare il pianeta. In tutto ciò, ci sarà modo di divertirsi con la commedia in vernacolo de La Divina Toscana e con il rock-folk agricolo de I Quarto Podere.
Tutte le sere troverete il ristorante, la pizzeria e il bar mandati avanti rigorosamente delle militante e dai militanti del Partito della Rifondazione Comunista. Alla Festa, come tutti gli anni, saranno con noi, con i loro stand, anche le associazioni del territorio con cui condividiamo quotidianamente militanza e battaglie.
Vi aspettiamo numerose e numerosi!
Programma
Lunedì 10 luglio 2023 ore 21:00 𝙉𝙤𝙣 𝙙𝙤𝙫𝙚𝙫𝙖𝙣𝙤 p̴a̴r̴t̴i̴r̴e̴ 𝙈𝙊𝙍𝙄𝙍𝙀 con Simona Pragliola – avvocata esperta in diritto sull’immigrazione Fabio Gianfrancesco – Soccorritore sulla Mare Jonio Marco Giunti – Mediterranean – Saving Humans
Martedì 11 luglio 2023 ore 21:0 𝙒𝙝𝙞𝙘𝙝 𝙨𝙞𝙙𝙚 𝙖𝙧𝙚 𝙮𝙤𝙪 𝙤𝙣? 𝙀 𝙩𝙪, 𝙙𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙚 𝙨𝙩𝙖𝙞? 𝘙𝑖𝘧𝑙𝘦𝑠𝘴𝑖𝘰𝑛𝘪 𝘴𝑢 𝑔𝘶𝑒𝘳𝑟𝘢 𝘦 𝘱𝑎𝘤𝑒 𝑛𝘦𝑙 𝑠𝘦𝑐𝘰𝑛𝘥𝑜 𝑎𝘯𝑛𝘰 𝘥𝑒𝘭 𝘤𝑜𝘯𝑓𝘭𝑖𝘵𝑡𝘰 𝘪𝑛 𝑈𝘤𝑟𝘢𝑖𝘯𝑎 Con Manfredi Lo Sauro – Segreteria ARCI Firenze Sandra Carpi Lapi – Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra Movimento No Base né a Coltano né altrove Giulia Spugnoli – Associazione Il Melograno
Mercoledì 12 luglio ore 2023 ore 21:00 𝙀𝙣𝙚𝙧𝙜𝙞𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙖 𝙧𝙞𝙣𝙣𝙤𝙫𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚 𝘓𝘰 𝘴𝘤𝘦𝘯𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘚𝘤𝘌𝘛𝘶𝘙 con Luca Pardi – Direttivo ASPO 𝘈𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘭𝘰𝘤𝘢𝘭𝘪: 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘦𝘯𝘦𝘳𝘨𝘦𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘳𝘪𝘯𝘯𝘰𝘷𝘢𝘣𝘪𝘭𝘪 con Giulio Signorini – Legambiente
Giovedì 13 luglio 2023 ore 21:00 𝙇𝙖 𝘿𝙞𝙫𝙞𝙣𝙖 𝙏𝙤𝙨𝙘𝙖𝙣𝙖 Una serata all’insegna del divertimento con teatro e cabaret a cura della compagnia teatrale La Divina Toscana
Venerdì 14 luglio 2023 ore 21:00 𝙏𝙧𝙚𝙏𝙏𝙚𝙢𝙥𝙞 𝙁𝙤𝙡𝙠 𝙞𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙘𝙚𝙧𝙩𝙤 Serata all’insegna del ritmo delle danze popolari trasportati dal concerto della band TreTTempi Folk.
Sabato 15 luglio 2023 ore 21:00 𝑸𝙪𝒂𝙧𝒕𝙤 𝙋𝒐𝙙𝒆𝙧𝒆 𝒊𝙣 𝙘𝒐𝙣𝒄𝙚𝒓𝙩𝒐 Divertimento assicurato con il più grande gruppo di rock/folk agricolo toscano!
Domenica 16 luglio 2023 ore 21:00 𝘾𝙝𝙞 𝙥𝙪𝙤̀ 𝙥𝙚𝙧𝙢𝙚𝙩𝙩𝙚𝙧𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙫𝙚𝙧𝙚 𝙖 𝙁𝙞𝙧𝙚𝙣𝙯𝙚? 𝘊𝘰𝘯𝘧𝘳𝘰𝘯𝘵𝘰 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘢𝘣𝘪𝘵𝘢𝘵𝘪𝘷𝘦 𝘦 𝘶𝘳𝘣𝘢𝘯𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘯 𝘤𝘪𝘵𝘵𝘢̀ con Antonella Bundu – Capogruppo Sinistra Progetto Comune Francesca Cavarocchi – Firenze Città Aperta Francesca Conti – PerUnAltraCittà Bianca Galmarini – Possibile – Comitato Piero Calamandrei
Il Primo Maggio, la Giornata Internazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori, è uno di quei giorni che ci vede impegnati in iniziative sui nostri territori, assieme alle tante realtà con cui condividiamo pezzi di strada. Segnaliamo qui di seguito alcune delle iniziative in Provincia di Firenze che vedranno partecipare le compagne e i compagni dei circoli de Partito della Rifondazione Comunista – Firenze.
Empoli: la Camera del Lavoro di Empoli ha pensato di dare risalto al tema Scuola, Istruzione, Ricerca, chiedendo alla FLC di aprire il corteo insieme agli studenti, rievocando anche la straordinaria manifestazione del 4 marzo scorso. Il corteo partirà alle ore 9:30 da Piazza Don Minzoni per arrivare alle 11:30 in Piazza farinata degli Uberti, dove si terrà il comizio finale.
Calenzano: Alla Casa del Popolo di Calenzano (via Giacomo Puccini, 79) si terrà il pranzo del 1 maggio con menù a 18 euro (10euro minori di 12 anni) con bis di primi (ragù e vegetariano), rosticciana e salsiccia (alternativa vegetariana) e dolce. il pranzo si terrà dalle ore 13.00. Alle ore 16.00 il dibattito sulla precarietà del lavoro con Simone Pinelli (ex cartonificio fiorentino) e Alessandro Baldi (lavoratore interinale), coordinati da Lorenzo Sodero (coordinatore Giovani ComunistƏ Firenze e vice-presidente della Casa del Popolo).
Firenze: A Firenze, nell’ambito del percorso Ogni giorno è il Primo Maggio a cui partecipiamo come Partito della Rifondazione Comunista – SE, saremo in Piazza dell’Isolotto. Il pomeriggio, a partire dalle 15:30, saremo presenti con un nostro banchino, partecipando ad una piazza di interventi, iniziativa e socialità.
Tutta la nostra solidarietà e il nostro supporto va ai lavoratori del Collettivo di Fabbrica della GKN che da ieri hanno occupato il Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio, interrompendo e portando, di fatto, all’ordine del giorno della seduta la loro vertenza aziendale. Come affermato dai nostri consiglieri di Sinistra Progetto Comune Palagi e Bundu, “dopo quasi 24 ore dall’apertura della seduta di ieri, il Consiglio comunale deve rimanere sospeso e non chiudersi”.
Da mesi il Collettivo sta condividendo le vicende di chi lavora nello stabilimento di Campi Bisenzio, portando esperienze, modalità ed elaborazioni in patrimonio di un territorio che viene, giorno dopo giorno, stremato da crisi aziendali, economiche e ambientali che hanno fortissime conseguenze sociali.
Sin dall’inizio è stata chiara la rivendicazione: la GKN è una risorsa del nostro territorio e come tale deve essere gestita, in prospettiva, nel rispetto di chi ci lavora, dell’ambiente e del tessuto produttivo.
Non possiamo fare altro che sostenere l’occupazione della “casa Comune” per eccellenza, la sede dell’amministrazione comunale, portata avanti dai lavoratori che hanno smesso di percepire lo stipendio senza alcun anticipo di cassa integrazione e che, ancora dopo mesi, non hanno avuto risponste alle domande sul piano industriale che la nuova proprietà dovrebbe presentare per il loro stabilimento.
Non possiamo fare altro che sostenere la fermezza con cui si richiede una risposta chiara e certa alle istituzioni, a tutti i livelli, che devono una volta per tutte impegnarsi nel fare luce su quale sarà il destino della ex GKN, confrontandosi nel merito con le proposte elaborate dal Collettivo di Fabbrica e dalla rete che nei mesi lo ha sostenuto (su tutti, il Decreto anti-delocalizzazioni bocciato dallo scorso Parlamento).
Non possiamo fare altro che sostenere i lavoratori del Collettivo, con cui da mesi condividiamo piazze e proteste, che sono oggetto attacchi meschini e screditanti di Borgomeo che li accusa, tra le altre cose, di “rendere inagibile” lo stabilimento. Con i lavoratori del Collettivo lo stabilimento GKN è diventato il centro di una fucina di idee, di elaborazioni, di progetti di riconversione industriale che dovrebbero essere valorizzati e non messi sotto attacco.
Segreteria Provinciale di Rifondazione Comunista – SE Firenze Circolo di Rifondazione Comunista – SE di Campi Bisenzio
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Firenze
Cosa sta succedendo?
Si stanno votando in questi giorni nei comuni della Città Metropolitana i Piani Economici Finanziari di ALIA per il 2022, con aumenti rivisti al rialzo rispetto al 2021 fino ad un + 8,6%.
Un problema di democrazia
Anche all’interno del Partito Democratico ci sono sindaci che hanno esplicitato l’assenza di tempo per poter discutere gli aumenti (Bagno a Ripoli, Calenzano, comuni del Mugello). Come nel 2021 c’è difficoltà a capire quali sono i calcoli e le cifre che retroattivamente cambiano i costi dei servizi di gestione dei rifiuti. Le competenze si rimbalzano tra Arera, ALIA, ATO Toscana Centro, mentre i Comuni sono trattati come meri ratificatori degli aumenti e semplici pagatori. Le istituzioni democratiche vengono ridotte a soggetti passivi, che possono solo registrare informazioni tecniche.
Perché gli aumenti?
L’attenzione è concentrata, come già nel 2021, sulla mancanza di impianti, ma c’è anche chi punta il dito sul passaggio al porta a porta e sulla mancata costruzione dell’inceneritore nella Piana. Sono gli stessi dati, però, che contraddicono queste ricostruzioni: i costi del trasporto dei rifiuti e per il trattamento dell’indifferenziato, non sono aumentati, mentre a lievitare sono stati i costi di gestione, non compensati dal valore generato dal recupero dei materiali.
Riguardo ai problemi nella filiera dei rifiuti che non permette di “chiudere il cerchio”, emblematico è quanto succede con la frazione organica: sempre più protagonista con l’aumento della raccolta differenziata, ma con impianti sul territorio che non la riescono a gestire.
Il compostaggio a Faltona (Borgo San Lorenzo) ha una percentuale di scarto, che finisce fuori regione per lo smaltimento, del 20%. Il sito di Montespertoli è oggetto di lavori per l’implementazione, mentre l’impianto TMB di Case Passerini è stato addirittura sequestrato nel 2018 per gravi irregolarità. Nel frattempo, è emerso come la cosiddetta bioplastica finisca nell’indifferenziato, sempre per la mancanza di tecnologie adeguate.
Chi controlla ALIA?
Comprendere invece cosa siano i “costi di gestione” non è facile e dovrebbe essere approfondito, magari verificando l’operato del management degli ultimi anni e le responsabilità di chi lo ha sostenuto. ATO Toscana Centro dice che c’è un problema con ALIA: ma quest’ultima società è una controllata del Comune di Firenze, che ne detiene una partecipazione di oltre il 58%, a cui si affiancano altri enti locali e partecipate pubbliche.
L’ossessione per l’inceneritore
La Regione Toscana arriva con anni di ritardo a ipotizzare impianti alternativi agli inceneritori, nonostante la storica lotta di movimenti, comitati e sinistre per una politica “rifiuti zero”. Ancora oggi i Sindaci di Prato e Firenze insistono nel chiarire che per loro era necessario realizzare l’impianto di “termovalorizzazione” di Case Passerini. La scelta deve essere netta, complessiva e chiara. Di chi è la colpa degli oltre 3 milioni dati a HERA per farla uscire da Q. Thermo, la società creata a suo tempo apposta per costruire l’inceneritore poi (per fortuna) mai realizzato? Invece di insistere su un’opera sbagliata, chi governa si deve assumere le sue responsabilità e chiedere scusa.
I costi maggiori sono per uno sviluppo più sostenibile?
Magari. A differenze delle destre non ci interessa cavalcare la retorica “contro le tasse”. Nulla di male a pagare di più per un servizio efficace, capace di riciclare e recuperare, di tutelare l’ambiente, la qualità della vita e la salute delle persone. Il problema è che questi aumenti sono legati al passato, non al “nuovo” porta a porta.
Quindi?
Quindi dobbiamo pretendere un’inversione di tendenza. Una nuova politica di gestione dei rifiuti, nettamente contraria all’idea di poter bruciare il futuro. Una gestione trasparente di tariffe, costi e servizi. Un’assunzione di responsabilità nei confronti di ALIA e di ATO Toscana Centro. Una centralità degli enti locali e dei consigli comunali, per favorire la partecipazione. Il contrario del progetto di multiutility di cui ci parlano, che renderà i servizi completamente impossibili da controllare e gestire dal basso.
Abbiamo bisogno di una politica capace di governare, assumersi responsabilità, prendere decisioni chiare e programmare, discutendo con la cittadinanza. Non di una classe dirigente pronta a scaricare le proprie colpe sui comitati in difesa dell’ambiente e le sinistre.
Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – Sinistra Progetto Comune:
«Il Governo Draghi è stato presentato come l’unica speranza per salvare il Paese, analogamente a quanto era già avvenuto con Monti, anche se in un contesto completamente diverso. Anche in Palazzo Vecchio, nei primi mesi di pandemia, si è parlato di unità tra tutte le forze consiliari: ma la politica serve a far emergere i bisogni e le differenze di interessi, soprattutto in società fortemente segnate dalla disuguaglianza. Due anni fa si era annunciato che niente sarebbe stato come prima di SARS-CoV-2: purtroppo al momento sono state invece confermate le logiche del recente ventennio, in chiave peggiorativa, soprattutto in risposta alla criminale invasione russa in Ucraina. Per questo abbiamo accolto l’invito di Rifondazione Comunista a collaborare per la conferenza stampa fiorentina della loro campagna nazionale ‘Basta guerra e carovita’».
Lorenzo Palandri, Segretario provinciale PRC Firenze:
«La mattina del 28 maggio siamo stati in tutte le città di Italia per lanciare la campagna contro la guerra e il carovita, in difesa dei redditi delle lavoratrici, dei lavoratori e dei ceti popolari. La velocità con cui sono state trovate le risorse per aumentare le spese militari e il numero di armi da esportare ci dice molto di quali siano le priorità di chi ci ha governato negli ultimi anni. I conti in rosso della sanità, la mancanza di personale e risorse nel pubblico, gli aumenti delle bollette (da noi anche della TARI) e il continuo indebolirsi dei salari ci parlano della necessità di un radicale cambiamento. I 200 euro, in forma di bonus, sono una risposta del tutto insufficiente. Lo sappiamo bene, come lo sanno quei nuclei familiari a cui ci siamo rivolti pochi mesi fa con la campagna AranC’È, raccogliendo sottoscrizioni da lasciare alle realtà associative e di movimenti che si occupano di diritto all’abitare, per evitare che nelle case si accumulassero debiti per le bollette. Abbiamo presentato la campagna nazionale “basta guerra e carovita”, che ci vedrà impegnati a Firenze, come in tutta la provincia, con volantini e momenti di confronto con la cittadinanza. Abbiamo bisogno di unire e dare forza all’opposizione sociale nei confronti delle politiche di questo governo, mentre continuiamo a ricercare la massima unità politica tra chi condivide la necessità di proporre un’alternativa allo stato di cose presenti, fuori dal centrosinistra. Soprattutto nel nostro territorio, in cui il turismo e il precariato sembrano essere l’unica risposta immaginata per il futuro economico della zona».
Il 4 Maggio a Firenze un presidio per dire no alla base militare, né a Coltano né altrove. Là, dove si incontreranno rappresentanti del Governo, Arma dei Carabinieri, Regione Toscana e Comune di Pisa.
Da Coltano si è estesa a tutta Pisa e ai territori della regione una forte mobilitazione che sta mettendo insieme agricoltor* e allevator*, cittadini e cittadine, movimenti di lavoratrici e lavoratori, organizzazioni politiche, associazioni e movimenti pacifisti, antimilitaristi, femministi, ambientalisti, comitati di quartiere, sindacati, collettivi studenteschi. Tutti stanno collaborando per un obiettivo preciso: bloccare il progetto, far ritirare il Decreto del Presidente Draghi.
73 ettari, 440.000 metri cubi di edificato, 190 milioni di euro. Un vero mostro di cemento armato nella già intollerabilmente cementificata Piana Pisana, dentro i confini di un parco naturale regionale tra i più importanti d’Italia, su preziosi terreni oggi consacrati all’agricoltura biologica. Il tutto in un silenzio tombale condiviso da parte di tutte le forze politiche che governano a livello nazionale, regionale e locale. Il presidente della Regione Giani ha tenuto nascosto questo progetto per un anno, a dimostrazione che le cittadine e i cittadini, chi vive e lavora su quei terreni, chi paga le conseguenze di scelte così costose e impattanti non hanno per lui alcun diritto. Anzi: non esistono.
Il progetto della mega-base di Coltano è un esemplare concentrato dei caratteri più iniqui e devastanti di un modello di sviluppo che devasta il territorio e le comunità, per fare di Pisa una delle più grandi piattaforme logistiche per la guerra a livello internazionale. E’ un tassello fondamentale che si aggiunge all’aeroporto militare e a Camp Darby. Dire no a un’opera dall’impatto ambientale e sociale così violento non è solo possibile: è necessario. Nel Parco di Migliarino – San Rossore -Massacciuccoli, nella Piana Pisana, ovunque.
190 milioni devono essere destinati alla giustizia sociale, ai consultori e ai centri antiviolenza, alle scuole e alla crescita civile e culturale delle comunità, delle bambine e dei bambini, all’ambiente, al benessere collettivo, al lavoro, alla pace. Questa è la vera sfida per l’oggi e per il futuro. Per questo facciamo un appello a partecipare con noi al presidio che si terrà il 4 maggio a Firenze durante l’incontro. No alla base militare, né a Coltano né altrove.
Mercoledì 4 maggio alle 10:00 davanti alla caserma Baldissera, Lungarno Guglielmo Pecori Giraldi, 4 (Firenze) per dire no a nuove basi militari, né a Coltano né altrove
Il 25 aprile è una giornata a cui tutte e tutti noi assegniamo particolare importanza. Una giornata, inutile dirlo, in cui ricordiamo uno dei passaggi più importanti della nostra storia. Una giornata in cui ribadiamo con forza che i valori di chi ha liberato l’Italia sono i valori alla base della nostra Costituzione. Valori che hanno bisogno di una continua, costante, riattualizzazione.
Quest’anno, il 25 aprile si tinge dei colori della pace, ricordando ovunque che l’Italia ripudia la guerra e nessuna iniziativa e posizione politica che si discosti da questo assunto è accettabile, alla luce della nostra storia e della nostra Costituzione.
Sono molte le iniziative organizzate in provincia di Firenze in occasione di questo 25 aprile e noi, compagne e compagni di Rifondazione Comunista – SE Firenze, vi parteciperemo su tutto il territorio. Qui di seguito un elenco (in aggiornamento):
Firenze: 25 Aprile in Piazza Santo Spirito
Anche quest’anno Rifondazione Comunista parteciperà alla giornata organizzata da Firenze Antifascista in Piazza Santo Spirito. Dalle ore 14:30 saremo presenti, assieme a molti altre organizzazioni della sinistra fiorentina, per la storica iniziativa organizzata a Firenze in occasione della Liberazione per una giornata con banchini informativi, interventi, musica e tanto antifascismo!
Il Circolo di Rifredi parteciperà alla deposizione di una corona d’alloro all’S.M.S di Rifredi (ore 10:30) e al cippo situato in Piazza Dalmazia. Il pomeriggio le compagne e i compagni prenderanno parte, assieme alla Sezione ANPI di Rifredi, alla camminata organizzata da Quartiere 5.
La mattina del 25 aprile vedrà le compagne e i compagni del circolo di Firenze Sud partecipare alla cerimonia per la Liberazione organizzata dal Quartiere 3. L’appuntamento è alle ore 8:15 in piazza Elia della Costa.
La sezione ANPI di Bagno a Ripoli, in occasione di questo 25 aprile, organizza due interessanti iniziative sul territorio, a cui si uniranno le compagne e i compagni del nostro circolo. Domenica 24 aprile si terrà una Camminata della memoria fino a Pian d’Albero, nei luoghi che videro in azione la Brigata Sinigaglia (qui il volantino). Lunedì 25 aprile l’appuntamento è invece alle 17:00 al Circolo dell’Antella per la proiezione di un documentario su Sant’Anna di Stazzema e la lettura di testi a cura di Daniele Torrini (qui il volantino).
Barberino di Mugello
Il Circolo Mugello Ovest prenderà parte alle iniziative organizzate dalla sezione ANPI di Barberino di Mugello. Oltre alle attività previste per la giornata del 25 aprile, sono previste iniziative anche nei giorni a cavallo della Liberazione.
Le compagne e i compagni del circolo di Borgo San Lorenzo parteciperanno alle iniziative organizzate dalla sezione ANPI locale. Dopo le iniziative istituzionali e il corteo, si terrà un pranzo resistente presso Proforma (via Sacco e Vanzetti, Borgo San Lorenzo).
Il Circolo di Campi Bisenzio il giorno del 25 parteciperà, la mattina presto, alle iniziative istituzionali organizzate assieme alla sezione ANPI di Campi Bisenzio. In seguito, come tutti gli anni, le compagne e i compagni si ritroveranno per salire assieme a Valibona, fino al Memoriale. Appuntamento alle ore 10:00 al tiro al piattello alle Croci (via Montemaggiore). Sarà organizzato il pranzo all’aperto, a cura del Circolo Arci di Carraia e dalla Misericordia di Calenzano. Alle 14.30 partirà una camminata con visita guidata alle forme di carsismo superficiale della Calvana e alle alle15:00 si terrà il reading teatrale “Un giorno di Fuoco – le parole di Beppe Fenoglio incontrano la musica del Consorzio Suonatori Indipendenti”, grazie alle letture di Lorenzo Degl’Innocenti e alla musica degli Infedeli alla Linea. Dalle ore 16:00 “Merenda della Liberazione” presso Circolo ARCI Le Croci.
Anche a Sesto Fiorentino le compagne e i compagni parteciperanno, assieme alla sezione ANPI locale, alle celebrazioni ufficiali organizzate in occasione della Festa della Liberazione.
Le compagne e i compagni del circolo Empolese Valdelsa il 25 aprile parteciperanno la mattina alle iniziative istituzionali promosse dal Comune di Empoli, con il corteo cittadino (qui il volantino). A pranzo, aderiscono all’iniziativa dell’ANPI della zona che promuove tre pranzi resistenti in tre diversi circoli ARCI. Il nostro circolo sarà presente, anche come supporto, al pranzo organizzato al Circolo ARCI di Santa Maria: appuntamento alle ore 13:00 in via Livornese 18 a Empoli (qui maggiori informazioni). Il pomeriggio saremo invece presenti a Serravalle Resistente, per la consueta merenda partigiana: dalle 12:00 presso il Parco di Serravalle banchini informativi, musica e antifascismo.
Chianti
La sezione ANPI di Mercatale – Val di Pesa, in occasione della giornata del 25 aprile, organizza una Camminata della Memoria per partecipare alle celebrazioni nel capoluogo e presso i ceppi e le tombe dei caduti. Le compagne e i compagni del circolo di Rifondazione del Chianti prenderanno parte alla giornata.
Sabato 16 aprile anche la federazione di Firenze del Partito di Rifondazione Comunista – SE scenderà in piazza, partecipando ai due appuntamenti indetti in seguito all’episodio di violenza ai danni di un lavoratore senegalese avvenuto la scorsa settimana.
Per l’ennesima volta, nella Firenze città vetrina a dimensione di turista, in cui ogni elemento che non risponde alla logica del decoro imposta da chi governa la città viene spazzato via come elemento di degrado, il tentativo da parte delle autorità di mantenere questo “ordine fittizio” è sfociato in un episodio di violenza ad opera di agenti del reparto antidegrado della Pulizia Municipale.
Il tentativo di imporre ordine e sicurezza a suon di decreti, allontanamenti forzati e DASPO non può che avere come risultato episodi come quello della scorsa settimana, che spesso vedono vittima le persone più deboli, che non rispondono all’idea di ordine pensato per la “vetrina” di Firenze. Il risultato? Una città finta, cara, inaccessibile alle stesse persone che la abitano e che ci lavorano.
Saremo quindi in piazza sabato 16 aprile, ai due appuntamenti indetti per la giornata: la mattina alle 10:30 in Piazza Indipendenza con la comunità senegalese e il pomeriggio, alle 15:30 al Ponte Vespucci con Firenze Antifascista e le altre forze che hanno aderito. In solidarietà al lavoratore vittima dell’ennesimo episodio di violenza che vede coinvolto un membro della comunità senegalese a Firenze ma anche per chiedere lo scioglimento del reparto antidegrado della Polizia Municipale e per una città finalmente libera da quest’insulsa idea di decoro, che torni ad essere vissuta e accessibile a tutte e tutti!
Riportiamo qui di seguito la piattaforma della manifestazione di Firenze Antifascista
Basta abusi in divisa! Sciogliere le squadre antidegrado dello sceriffo Nardella! Firenze contro il razzismo, violenza della polizia, sgomberi, sfratti e repressione, il “decoro” di PD e Nardella: non è questa la città che vogliamo!
Sabato 16 aprile ore 15.30, Ponte Vespucci, la Firenze Antifascista scende in piazza!
L’Appello pubblico per una manifestazione cittadina.
PER QUESTO… Nella Firenze in cui attorno alla “cultura del decoro” è stata costruita la retorica sulla sicurezza l’azione di alcune unità speciali, come il reparto “antidegrado” della municipale (!) non può sfociare in altro che in abusi e violenza. È successo alla stazione qualche anno fa. È successo la settimana scorsa a pochi metri da Ponte Vecchio. È solo questione di quando si ripeterà, non del se si ripeterà. Chiedere lo scioglimento di questo reparto non risolve il problema della deriva securitaria e “antidegrado” ma è una prima rivendicazione. Se anche questa volta ad essere stato colpito è un lavoratore senegalese la questione va ben oltre.
PER ALTRO… Con la retorica del decoro si esercita politica classista e repressiva rispetto a ciò che risulta incompatibile: tra Daspo urbani e zone rosse, fino alla recentissima istituzione del “MiniDaspo” di 48 ore, la repressione è sempre più legata alla volontà di “ripulire” lo spazio pubblico da tutto ciò che non è in linea con il modello della città vetrina, ad uso e consumo di chi se la può permettere. Aumento degli affitti, sfratti, svendita del patrimonio pubblico e abitativo, privatizzazione delle piazze, spazi pubblici ad uso e consumo di “clienti” e non di “abitanti” è un modello di città classista, a cui opporre resistenza e contro cui combattere. Il risultato di questo livello repressivo è un progressivo incremento della militarizzazione degli spazi, soprattutto in centro dove ormai è impossibile percorrere più di qualche decina di metri senza incontrare una divisa, il tutto accompagnato da una retorica di “legalità” e “sicurezza”. La stessa campagna contro gli spazi sociali occupati va in questo senso. Ma cos’è davvero la sicurezza? Sicurezza per chi? E come la si costruisce? Un quartiere, una piazza, una via vissuta e con legami di solidarietà è più “sicura” di un quartiere, una piazza, una via vuoti.
PER TUTTO… Questo contesto è il risultato di precise scelte politiche per cui, la sempre maggiore arbitrarietà concessa alle istituzioni cittadine in materia di “ordine e sicurezza” produce una serie di provvedimenti e ordinanze che restringono sempre di più il campo delle libertà individuali e collettive. La necessità di stretta repressiva è direttamente connessa all’aggravamento generale delle condizioni di vita come diretta conseguenza delle politiche del Pd, che fa la guerra sul fronte esterno inviando armi all’ucraina e sanzioni alla Russia e sul fronte interno. La manifestazione di sabato 16 aprile parte necessariamente dalla solidarietà al lavoratore senegalese aggredito dalla squadretta antidegrado e dalla necessità di scioglimento di quel reparto. Da quel “particolare” guarda però al “generale” e alla volontà di creare le condizioni perché si inizi ad imporre l’idea di una città diversa. Una città che rifugga l’idea di uno spazio urbano gestito ad uso e consumo del profitto e della rendita dove la “sicurezza” sia elemento di difesa di questi interessi e offesa verso chi li mette in discussioni. Una città che rifiuti e di opponga a privatizzazioni, sgomberi, sfratti, delocalizzazioni e sfruttamento a cui contrapporre l’elemento della solidarietà come motore di trasformazione delle relazioni e della gestione dello spazio urbano. La manifestazione arriverà sotto le finestre di Palazzo Vecchio perché nessuno deve provare a giocarsi la solita carta delle “mele marce”. Noi non dimentichiamo le foto segnaletiche dei lavoratori senegalesi in San Lorenzo che hanno preceduto la strage di Piazza Dalmazia ad opera di Casseri di CasaPound. Non dimentichiamo le altre azioni squadriste del reparto antidegrado contro tutti gli “incompatibili” di questa città. Tutto questo ha un mandante che siede in Palazzo Vecchio. Ad essere marcio è tutto l’albero.
L’accordo sull’integrazione al contratto con gli allevatori, scaduto a fine marzo, dovrebbe essere rivisto in meglio. Le istituzioni confermino le rassicurazioni avute nella commissione del Comune di Firenze.
A fine marzo è scaduto l’accordo di Newlat con le realtà locali del Mugello impegnate nella produzione di latte, per cui si era prevista un’integrazione ai contratti di 3 centesimi per litro, un intervento non risolutivo, ma che era importante fosse confermato. In Commissione Controllo del Comune di Firenze, ieri, la società che controlla la centrale del latte ha riferito che si sta lavorando con la Regione Toscana per rinnovare in positivo il supporto alle realtà del territorio, ipotizzando un incremento a questa integrazione.
“Le notizie riportate dai consiglieri della sinistra fiorentina ci rassicurano, ma fino ad un certo punto. Chiediamo un impegno straordinario alle istituzioni, regione in testa, per confermare, ampliare e rendere strutturale un incremento del prezzo alla stalla per gli allevatori mugellani” afferma Enrico Carpini, Consigliere Città Metropolitana di Firenze gruppo Territori – Beni Comuni.
In una fase di aumento dei costi c’è da temere che sarà comunque insufficiente, ma è fondamentale avere conferme e rassicurazioni da parte delle istituzioni. Stiamo parlando di un tessuto economico importante per tutta l’area metropolitana, di posti di lavoro e della vita delle persone. Ci aspettiamo delle conferme alle frasi di Newlat e soprattutto che dalle istituzioni interessate si sappiano fornire i necessari dettagli.
Enrico Carpini, Consigliere Città Metropolitana di Firenze gruppo Territori – Beni Comuni Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, Consiglieri Comune di Firenze gruppo Sinistra Progetto Comune
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